norme redazionali
Riferimenti bibliografici
I riferimenti bibliografici nel testo vanno riportati con il cognome dell’autore o degli autori e l’anno di pubblicazione tra parentesi tonde. Nel caso di due autori verranno citati entrambi i cognomi separati da “&”; nel caso di più autori, dopo il primo verrà riportato “et al.”; nel caso di più opere dello stesso autore gli anni vanno separati da un punto e virgola; se l’autore ha pubblicato diverse opere nello stesso anno, le pubblicazioni vanno indicate con le lettere a, b, c, etc.; se si tratta della citazione di più autori all’interno della stessa parentesi, anche in questo caso si usa il punto e virgola.
Esempi: (Autore, anno); (Autore & Autore, anno); (Autore et al., anno); (Autore, anno; anno; anno) (Autore, annoa; annob); (Autore, anno; Autore, anno).
I nomi del luogo di pubblicazione vanno in lingua originale (Paris, London, Berlin e non Parigi, Londra, Berlino).
La citazione completa deve essere riportata alla fine del manoscritto, secondo gli esempi seguenti:
Citazione di rivista
Autore AA, Autore BB, Autore CC. Titolo dell’articolo. Nome della rivista. Volume: pagine, anno
Citazione di libro
Autore AA, Autore BB, Autore CC. Titolo del libro. Editore, città di pubblicazione, anno
Citazione di istituzione/organizzazione
SIGLA (Sigla per Esteso). Titolo del libro. Editore/SIGLA, città di pubblicazione, anno
Citazione di libro tradotto
Autore AA, Titolo del libro. Editore, città di pubblicazione, anno; trad. it. Titolo del libro. Editore, città di pubblicazione, anno
Citazione di capitolo di libro
Autore AA, Autore BB, Autore CC. Titolo del capitolo. In Autore AA, Autore BB, Autore CC (Eds.): Titolo del libro. Editore, città di pubblicazione, anno
Citazione online
Autore AA, Autore BB, Autore CC. Titolo dell’articolo. Nome della rivista. Volume: pagine, anno. DOI: xxxxxxxxxxxxxxx
oppure
Autore AA, Autore BB, Autore CC. Titolo dell’articolo. Nome della rivista. Volume: pagine, anno. Reperibile su: URL (ultimo accesso: gg/mm/anno)
Nota: usare il DOI (Digital Object Identifier), il codice identificativo assegnato allo specifico articolo dall’editore. Se non esiste DOI usare l’URL della home page della rivista.
Altre indicazioni
I capitoli devono essere suddivisi in paragrafi e sottoparagrafi, preceduti da titoletti e sottotitoletti. La numerazione di titoletti e sottotitoletti riparte da 1 all’interno di ogni capitolo.
Le note tradizionali devono essere numerate progressivamente per capitolo. Non sono ammesse note bis o ter.
Le figure e i grafici (qualora presenti) devono essere composti da disegni originali, stampa laser o fotografie di alta qualità. Tutte le illustrazioni dovranno riportare il numero della figura o del grafico e il nome degli autori oltre, se necessario, a un’indicazione di orientamento (es. “alto”).
Le tabelle devono essere di facile ed immediata comprensione. Ciascuna tabella deve essere riportata su una pagina separata e avere un breve titolo, la battitura deve essere a doppio spazio.
Le tabelle, le figure e i grafici vanno numerati (in numeri arabi) nell’ordine di citazione nel testo e vanno numerati per capitolo, indicando prima il numero del capitolo e poi quello progressivo della tabella (Tabella/Figura 1.1, 1.2, etc.). I grafici vanno intesi come figure e rientrano nella numerazione di queste ultime.
Le legende delle figure e delle tabelle devono contenere in modo chiaro tutte le informazioni per capire le rispettive figure o tabelle senza che sia necessario fare riferimento al testo del manoscritto. Le legende non devono contenere riferimenti bibliografici o abbreviazioni di non immediata comprensione.
Virgolette
Le virgolette alte ‘semplici’ o “all’inglese” servono per dare enfasi a una parola.
Per le citazioni esatte si utilizzano le virgolette «a sergente». Se la citazione è divisa in capoversi, le virgolette vanno ripetute all’inizio di ogni capoverso. Quando la citazione è introdotta dai due punti, la lettera iniziale va maiuscola (tranne quando è preceduta dai puntini di sospensione). Se la citazione non è inserita nel contesto della frase, la punteggiatura finale va all’interno delle virgolette.
Le parole o i brani riportati all’interno della citazione vanno tra virgolette alte “all’inglese”.
Se all’interno di una citazione se ne vuole saltare una parte, questa va indicata con tre puntini tra parentesi quadra […]
Citazioni
Di ogni citazione da opere straniere di cui esiste una traduzione italiana va rintracciata e riportata la traduzione esistente. In generale, le citazioni brevi (3-4 righe) vanno fra virgolette. Le citazioni più lunghe (infratesto) vanno invece separate chiaramente dal testo e non vanno fra virgolette. Alla fine della citazione va inserito il riferimento tra parentesi con autore/i, anno di pubblicazione e eventualmente le pagine, es.: (Sartori, 1985, 33).
Maiuscole e minuscole
Attenersi alla massima uniformità, cercando di ridurre l’uso delle maiuscole all’essenziale. La cosa più importante, in ogni caso, è che, una volta compiuta una scelta, essa venga rispettata rigorosamente.
In linea generale, evitare le maiuscole per i termini comuni, aventi caratteristiche di generalità: stato, governo, parlamento, regione, provincia, consiglio d’amministrazione, giunta comunale, comitato centrale, sindacato, pretore, magistrato, vescovo, polizia, carabinieri, esercito, marina.
Si possono usare le maiuscole nei seguenti casi: primo termine di enti, istituti, partiti quando vengono espressi per intero (es. Ministero degli esteri, Istituto nazionale della previdenza sociale anche se in quest’ultimo caso è preferibile usare le maiuscole dappertutto e citare l’acronimo); nomi geografici di stati, fiumi, monti, mari, etc. (es. Mar Mediterraneo, Monte Bianco, Stato italiano); termini che possono ingenerare confusione (es. Stato, stato; Chiesa [istituzione], chiesa; Comune, Provincia [enti amministratori], comune, provincia [entità geografiche]); termini come università, questura, tribunale, quando si riferiscono non all’istituzione in generale ma ad un caso specifico (es. Università di Roma, Tribunale di Palermo).
Si usano le minuscole nei casi seguenti: i paesi europei, i paesi occidentali, tutto il mondo è paese, nazione, nord, sud, est, ovest, sud-est, etc.; si usa Nord America, Sud America ma sudamericano, il sud della Toscana, l’Italia del sud; orientale, occidentale, sud-orientale, sud-occidentale, etc.; piazza, via; signore, signora, dottore…; nomi di nazionalità come italiani, francesi, romani…; organi individuali come sindaco, questore, prefetto, direttore.
Sigle
Le sigle, senza puntini tra una lettera e l’altra, andranno in maiuscolo: FIAT, USA, ACLI (o anche maiuscoletto a seconda del progetto grafico).
Corsivi
In generale usare il corsivo, non il sottolineato. L’uso del corsivo è riservato ai termini stranieri, ma non a quelli entrati ormai nell’uso comune italiano (élite, leader, partner, weekend, etc.). Nel primo caso le parole avranno il plurale della lingua cui appartengono, nel secondo caso sono invece invariabili (le élite, i leader, i partner).
In generale si usa il corsivo anche per le parole latine, ma si può decidere di tenerle in tondo. Si userà vs (e non vs. versus versus vs vs.).
Il corsivo può essere usato anche per enfatizzare, porre in risalto una parola nel contesto, ma con moderazione, altrimenti perde valore enfatico (es. Lo considerava non come un riferimento, ma come il riferimento).
Si usa inoltre per parole ed espressioni prese in quanto tali (es. Dal latino aqua derivano in italiano acqua, in lingua d'oc aigue e in spagnolo agua) e, infine, anche sulla base del progetto grafico, si può usare per i titoli di opere letterarie, cinematografiche, teatrali, pittoriche, etc. (es. Cent'anni di solitudine, Il barbiere di Siviglia, Una donna senza importanza).
Accentazione
Si raccomanda la correttezza nell’accentazione delle vocali: cioè, è, tè, caffè, ahimè, testè (con accento grave); né, sé, perché, affinché, poiché, giacché, équipe (con accento acuto).
Parentesi
Normalmente si usano le parentesi tonde, le graffe sono riservate alla matematica e le quadre si usano solo in casi particolari: per racchiudere le diciture NdT (nota del traduttore), NdR (nota del redattore) e simili o in particolari casi di precisazioni all’interno delle parentesi tonde. La nota del redattore è apposta da persona diversa dall'autore e non si usa in un testo narrativo a meno che non si tratti di un'edizione critica. La virgola o i due punti vanno sempre dopo aver chiuso la parentesi e mai prima di aprirla.
Trattini
Per gli incisi vi è libertà di uso di parentesi o trattini: se si vogliono questi ultimi devono essere del tipo medio –; il trattino standard - si usa invece per le date e per l’unione di vocaboli (senza spazi).
I trattini che – come in questo caso – individuano un inciso dovranno essere preceduti e seguiti da spazio.
Numeri e unità di misura
Le unità di misura devono essere scritte in carattere tondo minuscolo e prive di accenti (es. ampere e non ampère o Ampère).
I simboli vanno scritti con l’iniziale maiuscola se derivati da nomi propri, minuscola in tutti gli altri casi (es. W per watt, J per joule, N per newton; ma lm per lumen, cd per candela, kg per chilogrammo).
I simboli non vanno mai seguiti dal punto (es. m e non m.) e vanno di norma scritti dopo il valore numerico (3 kg e non kg 3).
L’unità di misura, se citata all’interno di un dialogo non accompagnata dal valore numerico, va sempre scritta per esteso e mai per simbolo (es. Il chilogrammo è l’unità di misura… e non il kg è l’unità di misura…).
I numeri di più cifre devono essere separati col punto basso, ad eccezione di quelli di quattro cifre, quando non siano inclusi in calcoli matematici in colonna (es. Ne contò 10.384. Erano presenti 8575 persone; ma anche: erano presenti circa duemila persone).
Numeri con decimali: in italiano usare sempre la virgola e mai il punto (es. 0,33).
I numeri fino a cento si scrivono in parola, dopo 101 in cifre (con qualche eccezione, es. duemila, diecimila, etc.).
Nelle formule tutte le lettere vanno in corsivo (x y χα etc.), i numeri sempre in tondo.
In generale, le monete si scrivono in lettere (tranne nelle tabelle): un importo in euro, una somma in dollari, etc. Quando compare anche una cifra la denominazione della moneta segue la cifra (venti euro, dieci dollari, etc.)
Date
Per le date si preferirà: gli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta, etc. oppure gli anni 50, 60, 70; 6 Maggio 1968, etc. I mesi saranno scritti con lettera maiuscola e inoltre il Trecento, il Duemila; il terzo millennio. Infine Settecento, Ottocento, Novecento etc. oppure XVIII secolo XIX secolo XX secolo (e non ‛800, etc.)
Punteggiatura
Il dialogo diretto si apre con il trattino medio (–) e si chiude con il semplice punto. Le frasi che interrompono il dialogo vanno tra due lineette, nel caso in cui nell’interruzione sia richiesto un segno di punteggiatura normale (,;:.) vanno precedute la prima dalla virgola e la seconda dal segno richiesto. Quando invece il segno richiesto sia particolare (!?…) la prima va preceduta da questo e la seconda dal punto fermo. Ecco alcuni esempi…
– Mi piacerebbe, – disse – una squadra così costituita…
– Abbiamo parlato del nostro matrimonio, – replicò: – dice che in una…
– Coraggio, caro! – aggiunse.
Il punto finale della frase va all'interno delle virgolette o delle parentesi se il periodo inizia all'interno delle virgolette o delle parentesi; va all'esterno se la frase tra parentesi o tra virgolette è racchiusa in (o introdotta da) una frase principale. Fanno eccezione il punto esclamativo e interrogativo, che chiudono sempre la frase interrogativa o esclamativa.
Esempi:
- Non faccio che ripeterlo (ma mi state a sentire?).
- Non faccio che ripeterlo. (Ma mi state a sentire?)
Esempi di discorso diretto
"Marco – disse Anna – guarda qui!";
"Marco", disse Anna, "guarda qui!"
Anna disse: "Marco, guarda qui!".
Anna disse: "Marco, ti devo parlare".
Marco rispose: "Proprio ora?".
"Proprio ora?" rispose Marco.
– Non vedi che sto uscendo? – aggiunse seccato.
Punti esclamativi e interrogativi vanno sempre all'interno della frase, e quindi delle virgolette o della lineetta.
Regole tipografiche e convenzioni varie
Per quanto riguarda gli spazi, seguite il seguente schema:
- tra parola e parola una sola battuta
- tra parola e punteggiatura (virgola, punto, etc.) niente spazio
- dopo la punteggiatura (virgola, punto, etc.) una sola battuta
- dopo virgolette e parentesi di apertura niente spazio
- prima di virgolette e parentesi di chiusura niente spazio
- tra apostrofo e parola niente spazio.
A. Manzoni (con lo spazio) e non A.Manzoni
J.M. Keynes (senza spazio tra le due iniziali del nome) e non J. M. Keynes
A seconda del progetto grafico, soprattutto nella bibliografia, sono eliminati i punti: Smith JT, etc.
I numeri di nota, collocati in apice, dovranno sempre precedere i segni di interpunzione (punti, virgole, punti e virgole, due punti, etc.), ma seguire le eventuali virgolette di chiusura es.: «E vissero felici e contenti»23.
Si usa: p. e pp. (e non pag. o pagg.) e in ogni caso p. 24 (cioè con lo spazio) e non p.24; s. e ss. (e non seg. e segg.); cap. e capp.; vol. e voll.; n. e nn.; tab. e tabb.; fig. e figg. (è tuttavia preferibile la dicitura estesa Tabella 1; Figura 1); etc. (e non ecc.).
Si usa la “d” eufonica solo davanti alla stessa vocale (es. ad Alberto, ma a Ivo).
Cit. andrà eventualmente in tondo; in corsivo andranno invece, oltre a vs, et al. (nel testo), ibidem, passim, supra e infra.
Ad esempio, va per esteso. Abbreviato nei documenti meno formali: es. (non: ad es., Ad es., per es.).
